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martedì 14 agosto 2018

Saper "vedere" le meraviglie di Dio


Assunzione della B.V. Maria
Apocalisse 11,19;12,1-6.10 • Sal 44 • 1Corinzi 15,20-26 • Luca 1,39-56
(Visualizza i brani delle Letture)
(Vedi anche i brani delle Letture della Messa vespertina nella vigilia)

Appunti per l'omelia

Maria è la prima creatura, prima ed unica Donna, a condividere in anima e corpo la gloria del Figlio risorto. Onorando Lei, frutto pieno della risurrezione di Cristo, rendiamo lode e grazie al Padre per le meraviglie operate in Lei e nel popolo che egli ama.
Dalla Proclamazione del Dogma dell’Assunzione, leggiamo: «[…] Cristo con la sua morte ha vinto il peccato e la morte, e sull'uno e sull'altra riporta vittoria in virtù di Cristo chi è stato rigenerato col battesimo. Ma per legge generale Dio non vuole concedere ai giusti il pieno effetto di questa vittoria sulla morte se non quando sarà giunta la fine dei tempi.
Perciò anche i corpi dei giusti dopo la morte si dissolvono, e soltanto nell'ultimo giorno si ricongiungeranno ciascuno con la propria anima gloriosa. Ma da questa legge generale Dio volle esente la beata vergine Maria. Ella per privilegio del tutto singolare ha vinto il peccato con la sua concezione immacolata; perciò non fu soggetta alla legge di restare nella corruzione del sepolcro, né dovette attendere la redenzione del suo corpo solo alla fine del mondo. L'augusta Madre di Dio, arcanamente unita a Gesù Cristo fin da tutta l'eternità, immacolata nella sua concezione, Vergine illibata nella sua divina maternità, come supremo coronamento dei suoi privilegi, ottenne di essere preservata dalla corruzione del sepolcro, e, vinta la morte, come già il suo Figlio, di essere innalzata in anima e corpo alla gloria del cielo, dove risplende Regina alla destra del Figlio suo, Re immortale dei secoli. […]».

San Paolo ci dice che «come in Adamo tutti muoio, così in Cristo tutti ricevono la vita. Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo» (1Cor 15,22-23).
Maria, precedendo «coloro che sono di Cristo» nella gloria del Cielo, è il modello a cui tende la meta del nostro cammino su questa terra. Ella esprime il nostro futuro, il nostro "dover essere".
Noi contempliamo con gli occhi della fede queste «grandi cose compiute dall'Onnipotente». Purtroppo i nostri occhi sono spesso affetti da quella "miopia esistenziale" che non ci fa vedere lontano, nonostante gli "occhiali" che possiamo utilizzare. Le due lenti, infatti, che ci aiutano a leggere gli avvenimenti della vita sono la fede e la speranza, spesso però offuscate dalla mondanità. Ma è con la carità che possiamo nuovamente vedere e "pulire" le nostre lenti. L'amore, infatti, fa vedere! Aumenta la nostra fede e rafforza la nostra speranza, sull'esempio di Maria che, «in fretta si recò verso la regione montuosa» dalla cugina Elisabetta.
Maria, spinta dall'Amore che la abitava, si reca da Elisabetta non per cantare il Magnificat, ma per servire. Le due donne portano in grembo il frutto della promessa di Dio e tutte e due sono abitate dallo Spirito Santo, che è l'Amore. Così possono "parlare" e manifestare la Parola che sta per venire nel mondo.

Chi è nell'amore è nella luce e "vede". Sa vedere il disegno di Dio nella propria persona e nella storia dell'umanità. Ringrazia il Padre per tutto quello che fa, e sperimenta che tutto ciò che abbiamo è "dono".
Guardare a Maria significa guardare alla nostra vita come a un luogo abitato da Dio e scoprire che nulla di ciò che ci tocca ci capita "a caso"…, quell'incontro, quella situazione, quel dolore, quella gioia… Tutto è dono!
Imitare Maria nel nostro "sì" quotidiano significa "conservare nel cuore" ogni avvenimento quale segno della Parola e fare in modo che il Signore non ci passi accanto invano, ma compia, anche per mezzo nostro, le sue meraviglie.

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente (Lc 1,49)
(vai al testo…)

PDF formato A4, stampa f/r per A5:


Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata:
 L'anima mia magnifica il Signore(Lc 1,46) (15/08/2017)
(vai al testo…)
 Beata colei che ha creduto (Lc 1,45) (15/08/2015)
(vai al testo…)
 Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente (Lc 1,49) (15/08/2014)
(vai al testo…)
 Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente (Lc 1,49) (15/08/2013)
(vai al testo…)
 L'anima mia magnifica il Signore (Lc 1,46) (15/08/2012)
(vai al testo…)

Vedi anche i post Appunti per l'omelia:
 La vittoria definitiva sul "drago" delle nostre paure di morte (14/08/2017)
 In Maria splende il nostro luminoso destino (13/08/2016)
 Come Maria… (13/08/2015)
 La "cose grandi" compiute da Dio (14/08/2014)
 Gioia e gratitudine immensa (14/08/2013)
 La meraviglia del Cielo (14/08/2012)

Vedi anche i post:
 Maria Assunta, sintesi dell'umanità realizzata (15/08/2011)
 Il nostro luminoso destino (15/08/2010)


Commenti alla Parola:
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 8.2018)
  di Cettina Militello (VP 6.2017)
  di Luigi Vari (VP 7.2016)
  di Luigi Vari (VP 7.2015)
  di Gianni Cavagnoli (VP 7.2014)
  di Marinella Perroni (VP 6.2013)
  di Marinella Perroni (VP 7.2012)
  di Marinella Perroni (VP 7.2011)
  di Claudio Arletti (VP 7.2010)
  di Claudio Arletti (VP 7.2009)
  di Enzo Bianchi (Vol. Anno A)
  di Enzo Bianchi (Vol. Anno B)
  di Enzo Bianchi (Vol. Anno C)

(Illustrazione di Bernadette Lopez, "Assunzione della vergine Maria")

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