Questo Blog continua nella nuova versione
venuto per servire
(clicca qui per entrare)


Visualizzazione post con etichetta fraternità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fraternità. Mostra tutti i post

lunedì 16 marzo 2020

L'antivirus della fraternità


In questo periodo segnato dall'emergenza Coronavirus ecco la testimonianza di don Paolo Zago, parroco di Gorgonzola (MI).

26 febbraio 2020
Oggi alle ore 13, su iniziativa del sindaco di Gorgonzola, io parroco insieme al sindaco e alla presidente della Proloco, accompagnati dal capo dei vigili urbani di Gorgonzola, siamo andati ad incontrare i sindaci di Codogno e di Casalpusterlengo, al limite della zona rossa.
Siamo andati per consegnare loro quattro forme di gorgonzola come segno: segno della vicinanza della nostra gente alla popolazione della zona rossa. Segno per me di voler donare un antivirus, l'antivirus della fraternità, perché con il corona virus rischia di diffondersi oggi fra le persone un virus più pericoloso, ed è il virus dell'indifferenza, del sospetto e dell'individualismo.
Per questo ci sembrava importante dire che siamo vicini alle popolazioni colpite; siamo vicini con un segno di solidarietà, di vicinanza, di attenzione, di fraternità. Abbiamo invitato i due sindaci a venire a Gorgonzola per la sagra del gorgonzola. Loro sono stati molto, molto contenti.
Hanno detto che è stata la prima delegazione ufficiale di un comune di un parroco ad andare da loro per manifestargli un segno di vicinanza. Erano quasi commossi tanto erano contenti e non finivano mai di ringraziarci; di ringraziarci non tanto per quattro forme di gorgonzola, ma ringraziarci per questa vicinanza, per questa attenzione alla loro situazione.
Chiaramente abbiamo parlato a due metri di distanza con tutte le mascherine, con tutte le precauzioni che la legge impone anche se loro non sono infetti e non hanno alcun problema. È stato credo davvero un momento molto bello, direi proprio un segno grande, un segno di fraternità, un segno d'amore.
L'attenzione che dobbiamo avere per non contagiare va vissuta non nella forma del sospetto, ma nella forma di un atto d'amore reciproco che ci doniamo vicendevolmente. E allora anche le privazioni che ci sono richieste, credo sia importante viverle proprio come atto d'amore nei confronti dei fratelli. Diffondiamo a tutti l'antivirus della fraternità.
don Paolo Zago, parroco di Gorgonzola (MI)

(Fonte: www.focolaritalia.it)

giovedì 12 marzo 2020

Io per te!


In questi giorni di emergenza di coronavirus, con tutta la responsabilità di seguire le indicazioni proposteci, potremmo essere tentati, proprio per difesa, di costruirci una sorta di rifugio che ci allontana sempre più dagli altri. Molti però sono i gesti disinteressati, anche piccoli, di pura fraternità, come quello di un gruppo di giovani dei Castelli romani che si sono messi gratuitamente a disposizione per fare la spesa per quanti non hanno la possibilità di recarsi presso gli esercizi commerciali.


Riporto quanto Giulia Chiara Guarracino, una giovane di Ischia, ha scritto:

Imparate a capire che questa è una lotta contro il nostro egoismo e non contro un virus.
Questa è un'occasione per trasformare un'emergenza in una gara di solidarietà.
Cambiamo il modo di vedere e di pensare.
Non sono più "io ho paura del contagio" oppure "io me ne frego del contagio", ma sono IO che preservo l'ALTRO.
Io mi preoccupo per te.
Io mi tengo a distanza per te.
Io mi lavo le mani per te.
Io rinuncio a quel viaggio per te.
Io non vado al concerto per te.
Io non vado al centro commerciale per te. Per te.
Per te che per colpa del mio menefreghismo e della mia indifferenza sei dentro una sala di terapia intensiva.
Per te che sei anziano e fragile, ma la cui vita ha valore tanto quanto la mia.
Per te che stai lottando con un cancro e non puoi lottare anche con questo.

(Fonte: www.focolaritalia.it)