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venerdì 17 marzo 2017

Come Gesù, diventare sorgente e diffondere speranza


3a domenica di Quaresima (A)
Esodo 17,3-7 • Salmo 94 • Romani 5,1-2.5-8 • Giovanni 4,5-42
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

Gesù giunse in una città della Samaria…
Gesù attraversa il paese dei samaritani, forestiero in mezzo a gente d'altra tradizione e religione, e il suo agire è già messaggio: incontra, parla e ascolta, chiede e offre, instaura un dialogo vero. In questo suo andare libero e fecondo fra gli stranieri, Gesù è maestro di umanità. Lo è con il suo abbattere barriere: la barriera tra uomo e donna, tra la gente del luogo e i forestieri, tra religione e religione.

Le dice Gesù: «Dammi da bere»…
Gesù è maestro, fa nascere un incontro e un dialogo là dove sembrava impossibile, e questo a partire dalla sua povertà: «Ho sete… dammi da bere…». Ha sete della nostra sete, desiderio del nostro desiderio. Gesù è maestro anche perché ci insegna a dare: non con la superiorità di chi ha tutto, ma con l'umiltà di chi sa che può molto ricevere da ogni persona. Per questo è maestro: nell'incontro con la samaritana fa nascere una donna nuova.

«Va' a chiamare tuo marito e ritorna qui»
Gesù, quando parla con le donne, va diritto al cuore, conosce il loro linguaggio, quello del sentimento, del desiderio, della ricerca di ragioni forti per vivere: «Vai a chiamare colui che ami». Perché l'amore è la porta di Dio, ed è Dio in ciascuno.
Gesù non giudica la samaritana per i mariti che ha avuto, non la umilia, anzi… Non esige che si metta in regola prima di affidarle l'acqua viva, non pretende di decidere il suo futuro. È il Messia di suprema delicatezza, di suprema umanità, che incarna il volto bellissimo di Dio.

«L'acqua che io darò zampilla per la vita eterna…»
Gesù raggiunge la sete profonda di quella donna offrendo un «di più» di bellezza, di bontà, di vita, di primavera: "Ti darò un'acqua che diventa sorgente che zampilla".
L'acqua è vita, energia di vita, grazia che io ricevo quando mi metto in relazione con la Fonte inesauribile della vita. Gesù dona alla samaritana di ricongiungersi alla sua sorgente e di diventare lei stessa sorgente.
Un'immagine bellissima: un'acqua che tracima, dilaga, che va, un torrente che è ben più di ciò che serve alla sete. La sorgente non è possesso, è fecondità!

La donna lasciò la sua brocca e andò in città…
La samaritana abbandona la brocca, corre in città, ferma tutti per strada, testimonia, profetizza, contagia… e intorno a lei nasce la prima comunità di discepoli stranieri.
La donna di Samaria capisce che non placherà la sua sete bevendo a sazietà, ma placando la sete d'altri; che si illuminerà illuminando altri, che riceverà gioia donando gioia.

Diventare sorgente, bellissimo progetto di vita per ciascuno: far sgorgare e diffondere speranza, accoglienza, amore. A partire da me, ma non per me.

(spunti da Ermes Ronchi)

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Se tu conoscessi il dono di Dio... (Gv 4,10)
(vai al testo…)

Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata:
 Egli ti avrebbe dato acqua viva (Gv 4,10) - (23/03/2014)
(vai al testo…)
 Egli ti avrebbe dato acqua viva (Gv 4,10) - (27/03/2011)
(vai al testo…)

Vedi anche il post Appunti per l'omelia:
  Il dono di Dio, acqua viva che zampilla per la Vita (21/03/2014)

Commenti alla Parola:
  di Cettina Militello (VP 2.2017)
  di Gianni Cavagnoli (VP 2.2014)
  di Marinella Perroni (VP 3.2011)
  di Enzo Bianchi

(Illustrazione di Stefano Pachì)

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