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venerdì 20 settembre 2019

Essere "scaltri" figli della luce


25a domenica del Tempo ordinario (C)
Amos 8,4-7 • Salmo 112 • 1 Timoteo 2,1-8 • Luca 16,1-13
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

Il padrone lodò quell'amministratore disonesto
Il padrone non loda certamente la truffa (l'amministratore è detto disonesto), ma la "scaltrezza" nel rendere sicuro il suo futuro, prima di perdere il lavoro.
Gesù loda come vero sapiente, "scaltro" nel senso profondo della parola, chi vive il presente preparando l'eternità. È sciocco invece chi pensa a star bene e non prepara il dopo. Siamo sapienti se non guardiamo solo al presente, a ciò che ci piace o non ci piace adesso, ma a ciò che conta davanti a Dio. Siamo sapienti se "ci procuriamo amici con la disonesta ricchezza".
Certo, non si possono definire "atti d'amore" quelli che il servo compie nei confronti dei debitori del padrone, ma a modo suo sono dei "favori" verso altre persone. Le ricchezze che durano aldilà del presente sono gli atti di amore compiuti per il bene dei fratelli.
Siamo sapienti se ci confrontiamo costantemente con il Vangelo personalmente e con altri: diversamente, confondiamo il bene con il male, diamo tempo a cose inutili e trascuriamo le cose importanti.
E allora, abbiamo per il confronto con il Vangelo almeno la stessa premura che abbiamo per la salute, la casa, l'assicurazione contro i danni?

Se non siete fedeli nella disonesta ricchezza, chi vi affiderà quella vera?
Disonesto è chi si fa padrone e non amministratore dei beni, ed è "disonesta" ogni ricchezza non condivisa.
Entra nella logica evangelica chi scopre i beni come dono del Padre da condividere: è la logica di vita trinitaria, dove tutto è di tutti.
L'uso dei beni è prova di quanto viviamo il Vangelo, manifesta in che modo prepariamo il futuro. Evitare spese inutili, fissare una quota di solidarietà per i poveri e per la comunità, curare il bene comune quanto il nostro, misurare il superfluo dalle necessità degli altri, far circolare i beni che non ci servono e potrebbero servire ad altri, pagare le tasse come modo di far circolare i beni... vuol dire scegliere la via di un'autentica libertà e felicità.
È opportuno quindi esaminarci se l'uso dei beni è banco di prova della nostra fede, percependo lo "scandalo"della povertà e il richiamo forte alla fraternità.

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Non potete servire Dio e la ricchezza (Lc 16,13)
(vai al testo…)

PDF formato A4, stampa f/r per A5:


Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata
 Non potete servire Dio e la ricchezza (Lc 16,13) - (18/09/2016)
(vai al testo)
 Non potete servire Dio e la ricchezza (Lc 16,13) - (22/09/2013)
( vai al testo…)
 Nessuno può servire due padroni (Lc 16,13) - (17/09/2010)
(vai al post "Il dio denaro")

Vedi anche il post Appunti per l'omelia:
  I poveri che ci aprono le porte della casa del cielo (16/09/2016)
  Una scelta senza compromessi (20/09/2013)

Commenti alla Parola:
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 8.2019)
  di Cettina Militello (VP 8.2016)
  di Marinella Perroni (VP 8.2013)
  di Claudio Arletti (VP 8.2010)
  di Enzo Bianchi

(Illustrazione: "Amministratore scaltro", Bernadette Lopez)

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