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mercoledì 12 marzo 2014

Si è fatto povero… [2]


Riprendo, in questo cammino quaresimale, il messaggio di papa Francesco: «Si è fatto povero per arricchirci con la sua povertà» (cf 2Cor 8,9).

"Lo scopo del farsi povero di Gesù non è la povertà in se stessa", ma perché "diventassimo ricchi per mezzo della sua povertà".
Non la povertà per se stessa, ma la povertà come espressione dell'amore, di quella carità che ci fa incontrare, che è unità.
È la "sintesi della logica di Dio, la logica dell'amore".
Questo nulla d'amore di Dio in Gesù è il dono della nostra salvezza; un dono "non fatto cadere su di noi dall'alto, come l'elemosina di chi dà parte del proprio superfluo con pietismo filantropico".
Non è un dono distaccato, ma è l'accoglienza nel cuore di Dio della nostra umanità. Non un dono del superfluo di Dio, ma il dono totale di Dio. Dio non può dare che tutto; da Dio, appunto! Esempio e termine di riferimento per ogni discepolo di Gesù. Egli "scese nelle acque del Giordano", nelle nostre acque, nella nostra situazione da dove venir purificati; non per essere lui stesso purificato, ma per purificare noi con la sua discesa nella nostra condizione umana, bisognosa di riscatto e di salvezza.
È la via che Dio, in Gesù, "ha scelto per consolarci", "per mettersi in mezzo alla gente", per "caricarsi del peso dei nostri peccati".

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