venerdì 8 dicembre 2017

La Buona Notizia: Gesù, il Figlio di Dio!
 Prepariamo la Via


2a domenica di Avvento (B)
Isaia 40,1-5.9-11 • Salmo 84 • 2Pietro 3,8-1 • Marco, 1-1-8
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

L'evangelista Marco inizia il suo vangelo annunciando una buona novella, che insieme provoca (Giovanni Battista) e consola (Isaia): essa è indirizzata a un popolo che attende, oggi come ieri, la realizzazione delle sue speranze.
Marco, solo tra i quattro evangelisti, presenta fin dall'«inizio» la figura di Giovanni Battista. Questo primo messaggero di Cristo annuncia il messia alla maniera dei profeti: nel deserto, dove il popolo di Dio si forma nella prova, la «voce» mette a nudo le coscienze e annunzia che la venuta di Dio esige penitenza e conversione dei cuori.
La liturgia dell'Avvento, seguendo Marco, annunzia una buona novella che ci invita paradossalmente alla gioia e alla penitenza, alla speranza e alla conversione. La liturgia di questa domenica poi ci immerge ancora più intensamente nello spirito dell'Avvento mettendo in luce, nel brano evangelico (Mc 1,1-8) e nel tratto della lettera di Pietro (2Pt 3,8-14), i due momenti essenziali della storia della salvezza: la prima venuta del Signore nel tempo e la sua seconda e definitiva venuta che porrà fine al tempo presente per dare inizio al regno eterno. Questo mistero, unico nella sostanza, pur realizzandosi per noi in momenti storici diversi, è presente nella celebrazione liturgica che, mentre rinnova e rende attuale il primo momento, già attuatosi nella storia, annuncia e prepara il secondo, invitandoci a vivere l'attesa di questi eventi «nella santità della condotta e nella pietà», per essere trovati «immacolati e irreprensibili davanti a lui, nella pace» quando egli verrà improvviso, e i cieli e la terra saranno consumati dalla sua gloria.
L'attesa del compimento di questo mistero è illuminata dalla prima lettura presa da Isaia (Is 40,1-5.9-11); in essa, con l'annuncio gioioso della fine della schiavitù di Babilonia, del ritorno degli esuli in patria attraverso il deserto, ci è data un'immagine viva ed efficace del cammino che anche noi dobbiamo percorrere, nel deserto, per andare incontro al Signore che viene.

Il Vangelo di Marco inizia con una frase senza verbo, densissima: «Inizio (Principio) del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio». In queste parole v'è tutto il contenuto dell'evangelo ma è detto in modo così sintetico che non permette ancora di comprendere nulla di preciso. È come se l'evangelista dicesse: Dio ha deciso di intervenire, realizza le sue promesse inviando il Messia (Cristo). Questa è la "buona notizia" (evangelo) preparata da Dio stesso ed ora proclamata.

«Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio».
Inizio: in greco arché, che può significare «punto di partenza, fondamento, origine» e perfino «regola» o «principio dominante». Il versetto non può considerarsi come un vero titolo, almeno nel senso moderno della parola, ma piuttosto come l'enunciazione di una tesi che sarà svolta in tutto il corso del libro. Questa prima parola chiarisce il valore che la scrittura si riconosce: parla di un inizio nuovo, voluto da Dio con un intervento creativo irripetibile, nel tempo finito sì, ma di importanza definitiva. Questo inizio nuovo diventa, per il lettore che legge con gli occhi della fede, l'inizio nuovo della propria vita.
Questo "inizio", questo "fondamento" è Gesù. Lui è la "buona notizia", evangelo. Lui che è il Cristo, l'unto di Dio, il Messia. Lui il "Figlio di Dio". Figlio di Dio, da intendersi non in modo generico, come per tutti i membri del popolo fedele, ma in senso vero, come era inteso dalla prima comunità cristiana. Marco sottolinea questo titolo come descrizione di Gesù.

Ecco allora che Giovanni invita a preparare la via del Signore. La «via del Signore», la strada per la quale Dio farà tornare il suo popolo dall'esilio: una strada per il viaggio di ritorno in patria, ma anche il cammino per diventare discepoli di Gesù. In At 9,2 i primi cristiani sono chiamati «quelli che seguono la via», ossia i seguaci della dottrina di Cristo. L'appello è quello di mettersi in cammino per prendere «la strada» di un altro, «la tua via», la strada «del Signore», i suoi «sentieri», che significa, in ultima istanza, «camminare al seguito» di Gesù, «sulla sua via».

Nel deserto. Per Isaia il deserto è il luogo in cui bisogna preparare un sentiero per il Signore, per Marco è solo il luogo in cui compare e opera Giovanni, probabilmente nella zona compresa tra Gerico e la foce del Giordano nel Mar Morto. Nella Bibbia, tuttavia, spesso il deserto ha un significato religioso, non tanto come luogo di penitenza e di fuga dal mondo, quanto come luogo che favorisce l'incontro e il colloquio con Dio.

Giovanni battezza con acqua, ma viene «uno più forte» che «battezza in Spirito Santo». Quello che l'acqua opera sul corpo, lo Spirito esercita la sua azione purificatrice sulle anime. Il battesimo di Giovanni era in preparazione ad un rinnovamento del popolo più profondo che si realizzerà per l'intervento di «colui che è più forte». Il dono dello Spirito era una delle caratteristiche del tempo messianico. All'acqua si sostituisce il vino nuovo, quello buono, per il banchetto di nozze. Per sempre.

(spunti da Lectio: Abbazia Santa Maria di Pulsano)

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Preparate la via del Signore (Mc 1,3)
(vai al testo…)

Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata:
 Fate di tutto perché Dio vi trovi in pace, senza colpa (2Pt 3,14) - (4/12/2011)
(vai al testo…)
 Si facevano battezzare confessando i loro peccati (Mc 1,5) - (5/12/2008)
(vai al post "Cammino di conversione")

Vedi anche i post Appunti per l'omelia:
  Una strada tutta nuova (5/12/2014)
  La nostra conversione (3/12/2011)

Commenti alla Parola:
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 11.2017)
  di Luigi Vari (VP 10.2014)
  di Marinella Perroni (VP 10.2011)
  di Claudio Arletti (VP 10.2008)
  di Enzo Bianchi
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano
  di Letture Patristiche della Domenica

(Illustrazione di Stefano Pachì)

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