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venerdì 25 settembre 2015

Un mondo dove tutti sono dei nostri


26a domenica del Tempo ordinario (B)
Numeri 11,25-29 • Salmo 18 • Giacomo 5,1-6 • Marco 9,38-43.45.47-48
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

Maestro, uno scacciava i demoni nel tuo nome… ma non è dei nostri
Agli apostoli non importa che un uomo sia liberato dalla presenza del demonio, a loro interessa prima di tutto la difesa del gruppo… L'istituzione è posta prima della persona, l'uomo malato viene dopo, l'indemoniato può aspettare… La salute, la felicità, la vita possono attendere…
Invece Gesù è pronto ad affermare: chiunque aiuta il mondo a fiorire, chi è amico della vita è dei nostri.
Così, si può essere di Cristo senza appartenere al gruppo dei dodici. Trasferito al giorno d'oggi: si può essere uomini di Cristo senza essere uomini della chiesa, perché il regno di Gesù è più grande della chiesa, e la chiesa finirà mentre il regno dei cieli è eterno.

Chiunque vi darà da bere un bicchiere d'acqua perché siete di Cristo…
Seminiamo amore, aiutiamo a guarire il mondo dal male che lo affligge? Allora siamo di Cristo. Sono di Cristo quanti lo seguono, senza neppure saperlo, perché seguono l'amore, e sono capaci di fare miracoli per liberare un uomo dall'ingiustizia, o solo per far nascere un sorriso sul volto di qualcuno che piange.
Quanto reale è anche oggi l'errore di quei discepoli che alzano steccati: gli uomini sono tutti dei nostri e noi siamo di tutti.

Se la tua mano, se il tuo piede, se il tuo occhio ti scandalizzano, tagliali
È un linguaggio figurato, incisivo, adottato per dire la serietà con cui si deve pensare al senso della vita. Perché la sofferenza per una vita sbagliata, per una vita fallita è senza paragoni con ogni altra sofferenza. Gesù ripete un aggettivo: Il tuo occhio, la tua mano, il tuo piede, per dire che non si deve dare sempre la colpa del male agli altri, alla società…, alle situazioni esterne. Il male si è annidato dentro di me: è nel mio occhio, è nella mia mano, è nel mio cuore.
La soluzione non è in una mano tagliata. La soluzione è una mano convertita. E come si converte la mano? Offrendo un bicchiere d'acqua: Chiunque vi darà un bicchiere d'acqua non perderà la sua ricompensa.

È davvero consolante sapere che Gesù semplifica la vita, la fa semplice: basta un sorso d'acqua per essere di Cristo. Tante volte ci sentiamo frustrati, impotenti, il male è troppo diffuso, la corruzione troppo forte. Gesù dice: porta il tuo bicchiere d'acqua; fidati, il peggio non prevarrà.
Gesù, uomo senza frontiere, ci ripropone il sogno di un mondo di uomini le cui mani sanno solo donare, i cui piedi percorrono i sentieri degli amici, un mondo dove fioriscono occhi più luminosi del giorno, dove tutti sono dei nostri, tutti amici del genere umano, e per questo tutti amici di Dio.


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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
È meglio per te entrare nella vita… (Mc 9,43)
(vai al testo) - (---> pdf, formato A4, stampa a/r per A5)

Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata (30/09/2012)
Chiunque vi darà un bicchiere d'acqua, non perderà la sua ricompensa (Mc 9,41)
(vai al testo)

Vedi anche il post Appunti per l'omelia:
Apertura e capacità di dialogo (28/09/2012)

Commenti alla Parola:
  di Luigi Vari (VP 2015)
  di Marinella Perroni (VP 2012)
  di Claudio Arletti (VP 2009)
  di Enzo Bianchi


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