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martedì 29 marzo 2011

Il diaconato in Italia

Il diaconato in Italia n° 164 (settembre/dicembre 2010)


40 anni al servizio
dei diaconi e della diaconia

Sommario


EDITORIALE
Un lungo accompagnamento (Giuseppe Bellia)

PICTURES
Servi e poveri (Pierluigi Castagnetti)

MEMORIA
Don Alberto e il diaconato (Vittorio Cenini)

CENNI BIOGRAFICI
Chi era don Altana?

INTERVISTA
Il testamento di Lorenzo Tagliaferro (Rob Mascini)

DISCERNIMENTO
Rileggendo il cammino della diaconia liturgica (Enzo Petrolio)

TESTIMONIANZA
Cosa dicono le testimonianze? (Vincenzo Testa)

PASTORALE
In punta di piedi (Gaetano Marino)

INDICI
Indice cronologico 1968-2010
Supplementi e pubblicazioni monografiche
Indice per autore


domenica 27 marzo 2011

Ho sete!


"Come la cerva anela ai corsi d'acqua, così l'anima mia anela a te, o Dio". A quell'acqua che Gesù è venuto a donarci è tesa tutta la nostra vita. A quell'acqua… che mi disseta, che mi purifica, che mi rigenera… che mi dà vita! Sì anch'io, come tanti, sono alla ricerca di quell'acqua "che zampilla per la vita eterna"; e forse non mi accorgo che è in me questa sorgente, dono di Colui che ha dato la vita per me… Sono alla ricerca… e non mi accorgo che è Gesù che mi sta aspettando, come è successo alla donna di Samaria, al pozzo delle mie umane certezze. Anche a me ripete: "Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti chiede da bere…", come se non fossi io ad aver sete...
Incontrandoti, Gesù, non mi sono imbattuto in una dottrina, sia pur sapiente, o in una regola di vita: il mio incontro è stato con una Persona! E Tu mi doni tutto Te stesso! Con tutto il mio cuore anch'io ripeto: "Signore, dammi quest'acqua!" e possa vivere di Te. Non posso non chiedermi come conoscere quel dono, come incontrarmi a tu per tu con Te, che mi parli del Padre! Non certo sul monte o al tempio o negli areopaghi dei sapienti di questo mondo…, ma "in spirito e verità".
Così, non sono le formule che mi danno la salvezza, ma l'amore; quell'amore "che è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito che ci è stato dato". Allora ho capito come posso incontrarti… e il dove diventa persona: in ogni prossimo che mi metti accanto, per il quale devo essere disposto a dare la vita, come hai fatto Tu con noi. E l'incontro col Padre sarà vero, nel profondo del mio cuore.

giovedì 24 marzo 2011

Il riscatto


Dal vangelo di Matteo (20,17-28) si legge del "cammino verso Gerusalemme", cioè verso l'offerta che Gesù fa di sé per la salvezza dell'umanità; e del modo di attuarlo, nonostante le richieste "incoscienti" della madre dei figli di Zebedeo.
Le parole di Gesù sono inequivocabili e ci interpellano direttamente. Di fronte all'esempio dei governanti delle nazioni che "dominano" e "opprimono", c'è la sfida dei discepoli di Gesù che, sull'esempio del Maestro, sono chiamati a testimoniare un altro tipo di primato e di supremazia: «Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Icona per ogni "diaconia", per ogni servizio a favore dell'uomo, specie se ultimo, bisognoso, povero, sfruttato…
Un servizio per un "riscatto".
Leggo sul dizionario Garzanti, alla voce "Riscattare": «Riacquistare, mediante consegna di denaro e di beni, quanto caduto o ceduto in potere di altri».
E questi beni per il "riscatto" sono la vita, liberamente offerta!
Questa la strada per riacquistare la dignità perduta, la dignità dei figli di Dio per i cristiani, la dignità di figli dell'Uomo per tutti.

domenica 20 marzo 2011

Quel Volto…


Trasfigurazione di Gesù: "Il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce… Ed una voce diceva: Asoltatelo!".
Anteprima della Risurrezione…
Confermazione per essere in grado di affrontare la morte…
Come per Gesù, così anche per noi!
Un volto trasfigurato, per non cedere al terrore ed alla paura del volto sfigurato… E l'invito ad ascoltarlo.

Abbiamo bisogno anche noi di essere confermati nello Spirito, avvolti dalla sua nube, per poter essere in grado di guardare il suo Volto che oggi ci appare così sfigurato nell'immane tragedia che ha colpito il popolo giapponese o la non meno grave che incombe sulle popolazioni del nord Africa, per non lasciarsi sopraffare dalla paura e restare così impotenti.
Rendi, Signore, la coscienza di tutti attenta a quel grido di dolore e fa' che ogni uomo ed ogni donna di buona volontà lo sappia ascoltare.


giovedì 17 marzo 2011

I Cristiani, compagni di viaggio


In questo giorno, in cui si celebra i 150 anni dell'unità d'Italia, mi viene spontaneo pensare, non solo alla fatica di sentirsi una "unità" pur nella diversità, ma ancora di più al fatto che questa emozionante ed esaltante realtà diventi e sia vita costitutiva della nostra identità italiana ed una ricchezza di cui forse non ce ne rendiamo pienamente conto.
In questo contesto, dove tutti sono chiamati a fare la propria parte, mi piace riportare un passo della "Nota pastorale" della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, Le comunità cristiane educano al sociale e al politico, 1998.
«Le comunità cristiane non si propongono come detentrici di soluzioni per ogni problema, ma piuttosto, come compagne di viaggio, intendono sostenere e incoraggiare la ricerca di orientamento e di direzione. Comunità di cristiani adulti che nelle complessità imparano a confrontarsi senza fughe; a entrare nel vivo dei problemi… Cristiani che non si abbandonano al pessimismo sulla tragicità dell'oggi; ma cercano i segni dei tempi in cui sono stati chiamati a vivere… La capacità di discernimento aiuta a uscire dagli stereotipi di cristiani spauriti e angosciati, o che semplicemente stanno alla finestra, ed è il segno di una maturità che nel presente ha una verità da dire e delle proposte da sostenere, che non vive ai margini della realtà, ma con coraggio si assume la propria responsabilità delle situazioni...».

Auguri, Italia !

domenica 13 marzo 2011

La fedeltà di Dio


Guardando alla giornata di oggi, alle persone che ho incontrato, ai loro dolori e preoccupazioni che ho cercato di accogliere in me, mi porto nel cuore la certezza che nulla e nessuno ci sfiora invano, ma che tutto ha in sé il tocco della mano di Dio.

Il tema di questa prima domenica di Quaresima mi conferma la fedeltà di Dio nei nostri confronti, espressa nella vittoria di Gesù sulle tentazioni.

Scrive sant'Agostino nel suo Commento sui salmi:
«Pertanto si trova in angoscia colui che grida dai confini della terra, ma tuttavia non viene abbandonato. Poiché il Signore volle prefigurare noi, che siamo il suo corpo mistico, nelle vicende del suo corpo reale, nel quale egli morì, risuscitò e salì al cielo. In tal modo anche le membra possono sperare di giungere là dove il Capo le ha precedute.
Dunque egli ci ha come trasfigurati in sé, quando volle essere tentato da Satana. Leggevamo ora nel vangelo che il Signore Gesù era tentato dal diavolo nel deserto. Precisamente Cristo fu tentato dal diavolo, ma in Cristo eri tentato anche tu. Perché Cristo prese da te la sua carne, ma da sé la tua salvezza, da te la morte, da sé la tua vita, da te l'umiliazione, da sé la tua gloria, dunque prese da te la sua tentazione, da sé la tua vittoria.
Se siamo stati tentati in lui, sarà proprio in lui che vinceremo il diavolo. Tu fermi la tua attenzione al fatto che Cristo fu tentato; perché non consideri che egli ha anche vinto? Fosti tu ad essere tentato in lui, ma riconosci anche che in lui tu sei vincitore. Egli avrebbe potuto tener lontano da sé il diavolo; ma, se non si fosse lasciato tentare, non ti avrebbe insegnato a vincere, quando sei tentato» (Sal 60).


giovedì 10 marzo 2011

Il sì che ci realizza


All'inizio di questa Quaresima, il modo migliore di impegnarmi con radicalità alla sequela del Maestro è di imitare la sua totale adesione alla volontà del Padre.
È questa la strada che mi permette, non solo di purificare il mio spirito, ma di realizzare pienamente la mia vita, la mia personalità.
Fare la volontà di Dio, come Gesù, come Maria…
Mi è di luce, per poterla vivere con più intensità, il commento di Chiara Lubich alla Parola "Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto" (Lc 1,38), pubblicata su Città Nuova nel dicembre 2002 e riproposta in questo mese di marzo.
Riporto alcuni stralci, che evidenziano questa piena realizzano di sé.
"Dio vuole svelare quanto ha pensato su ciascuno di noi… Sembra dirci: …da tutta l'eternità ti ho pensato ed amato, ho pronunciato il tuo nome. Dicendoti la mia volontà rivelo il tuo vero io".
"…la sua volontà non è un'imposizione che ci coarta, ma lo svelamento del suo amore per noi, del suo progetto su di noi; ed è sublime come Dio stesso, affascinante ed estasiante come il suo volto: è lui stesso che si dona. La volontà di Dio è un filo d'oro, una divina trama che tesse tutta la nostra vita…; va dall'eternità all'eternità: nella mente di Dio dapprima, su questa terra dopo, ed infine in Paradiso".
"Certamente la sua volontà non ci è sempre chiara. Come Maria anche noi dovremo domandare luce per capire quello che Dio vuole. Occorre ascoltare bene la sua voce dentro di noi, in piena sincerità, consigliandoci se occorre con chi può aiutarci. Ma una volta compresa la sua volontà subito vogliamo dirgli di sì. …così che avvenga quello che lui ha pensato per noi. È il meglio che possiamo fare, la cosa più intelligente".
"A volte quello che lui ci chiede può apparirci assurdo. Ci sembrerebbe meglio fare diversamente… Ma se credo che Dio è amore e mi fido di lui… mi consegno a lui, mi abbandono con piena fiducia alla sua volontà e la voglio con tutto me stesso, fino ad essere uno con essa, sapendo che accogliere la sua volontà è accogliere lui, abbracciare lui, nutrirsi di lui".
"Nulla, lo dobbiamo credere, succede a caso. Nessun avvenimento gioioso, indifferente o doloroso, nessun incontro, nessuna situazione di famiglia, di lavoro, di scuola, nessuna condizione di salute fisica o morale è senza senso. Ma ogni cosa - avvenimenti, situazioni, persone - è portatrice di un messaggio da parte di Dio, ogni cosa contribuisce al compimento del disegno di Dio, che scopriremo a poco a poco, giorno per giorno, facendo come Maria, la volontà di Dio".
(Foto: Opera di Mariannita Zanzucchi)