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venerdì 31 marzo 2017

Riconsegnato alla vita dall'amore, dalle lacrime di Dio


5a domenica di Quaresima (A)
Ezechiele 37,12-14 • Salmo 129 • Romani 8,8-11 • Giovanni 11 ,1-45
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

Un certo Lazzaro di Betania era malato…
Di Lazzaro sappiamo solo che era fratello di Marta e Maria e che Gesù era suo amico. Nella vita degli amici di Gesù irrompono la morte e il miracolo.

Se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto
Dolcemente, come si fa con chi amiamo, Marta rimprovera l'amico: va diritta al cuore di Gesù, e Gesù va diritto al cuore delle cose: Tuo fratello risorgerà.
E Marta: So che risorgerà nell'ultimo giorno. Ma quel giorno è così lontano dal mio desiderio e dal mio dolore.

Io sono la risurrezione e la vita
Marta parla al futuro: So che risorgerà, Gesù parla al presente: Io sono, e incide due parole tra le più importanti del Vangelo: Io sono la risurrezione e la vita.
Come alla samaritana è ancora a una donna che Gesù regala parole che sono al centro di tutta la fede: Io ci sono e sono la vita! Sono colui che adesso, qui, fa rinascere e ripartire da tutte le cadute, gli abbandoni.
Notiamo la successione delle due parole "Io sono la Risurrezione e la vita". Prima viene la Risurrezione, poi la vita, e non viceversa. Risurrezione è un'esperienza che interessa prima di tutto il nostro presente e non solo il nostro futuro.
A risorgere sono chiamati i vivi, noi, prima che i morti: a svegliarci e rialzarci da tutte le vite spente e immobili, addormentate e inutili; a fare cose che rimangano per sempre: Da morti che eravamo ci ha fatti rivivere con Cristo, con lui risuscitati (cf Ef 2,5-6).

Gesù si commosse profondamente e scoppiò in pianto
Dissero allora i Giudei: guarda come lo amava! Piange e le sue lacrime sono la sua dichiarazione d'amore a Lazzaro e alle sorelle. Dio piange e piange per me: sono io Lazzaro, io sono l'amico, malato e amato, che Gesù non accetta gli sia strappato via. Dalle lacrime di Dio impariamo il cuore di Dio!
Noi tutti risorgiamo perché Qualcuno ci ama, come accade a Lazzaro riconsegnato alla vita dall'amore fino alle lacrime di Gesù. Risorgiamo adesso, risorgeremo dopo la morte, perché amati.

Lazzaro, vieni fuori! Liberatelo e lasciatelo andare
Tre parole per risorgere, tre ordini che risuonano per me: esci, liberati e vai. Con passo libero e glorioso in un mondo abitato ormai dalla più alta speranza, perché Qualcuno è più forte della morte!

(spunti da Ermes Ronchi)

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Io sono la risurrezione e la vita (Gv 11,25)
(vai al testo…)

Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata:
 Io sono la risurrezione e la vita (Gv 11,25) - (6/04/2014)
(vai al testo…)
Io sono la risurrezione e la vita (Gv 11,25) - (10/04/2011)
(vai al testo…)

Vedi anche il post Appunti per l'omelia:
  Colui che possiede la pienezza della Vita (04/04/2014)

Commenti alla Parola:
  di Cettina Militello (VP 3.2017)
  di Gianni Cavagnoli (VP 3.2014)
  di Marinella Perroni (VP 3.2011)
  di Enzo Bianchi

(Illustrazione di Stefano Pachì)

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