venerdì 7 ottobre 2011

Il Diaconato in Italia: La sfida educativa (2)






Del numero 167 della Rivista Il Diaconato in Italia ho riportato, nel mio sito di testi e documenti, alcuni articoli:







Scuola pubblica e scuola privata
di Piero Calamandrei

Quando la scuola pubblica è cosa forte e sicura, allora, ma allora soltanto, la scuola privata non è pericolosa. Allora, ma allora soltanto, la scuola privata può essere un bene. Può essere un bene che forze private, iniziative pedagogiche di classi, di gruppi religiosi, di gruppi politici, di filosofie, di correnti culturali, cooperino con lo Stato ad allargare, a stimolare, e a rinnovare con varietà di tentativi la cultura. Leggi tutto…

Educare nel mondo postmoderno
di Paolo Fichera
(Salesiano, docente di Filosofia contemporanea nell'Istituto teologico San Tommaso di Messina, si occupa da anni di formazione nell'ambito scolastico)

In un contesto come quello attuale sembra necessario porsi una domanda relativa alla possibilità stessa dell'opera educativa, specie in alcuni ambiti come quelli scolastici. È ancora possibile, non soltanto educare, ma parlare ancora di educazione? La domanda non pare inutile perché, confrontandosi con esperienze di diverse persone che operano in ambiti educativi, dinanzi a situazioni che per loro risultano oggettivamente frustranti (si pensi a certe scuole dove, a detta degli insegnanti, si svolge più un ruolo di assistenza sociale che docente), sembrerebbe che rimanga come unica possibilità la comunicazione di saperi volti alla conquista di determinate abilità, in genere funzionali a fini professionali. Leggi tutto…

Sull'ora di religione
di Giuseppe Bellia

La vicenda malagevole dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole italiane si trascina da molti anni tra polemiche ideologiche e oltranzismi devoti, con rari tentativi di soluzione concordata che non hanno ancora prodotto risultatati condivisi e, soprattutto, utili per i ragazzi. Specialmente nelle scuole secondarie l'ora di religione sconta tutti i suoi ritardi e tutti i suoi equivoci, sia a livello istituzionale, sia a livello del corpo docente. Il bene degli alunni, quasi inavvertitamente, passa in secondo piano perché, specie con l'attuale gestione ministeriale, si grida allo scandalo per l'ingiustizia di masse di precari che rischiano di restare senza lavoro mentre nessun taglio è toccato agli insegnanti di religione. Leggi tutto…

Sul compito urgente dell'educazione
di Benedetto XVI
(Dalla Lettera alla diocesi e alla città di Roma sul compito urgente dell'educazione, gennaio 2008)

Cari fedeli, ho pensato di rivolgermi a voi con questa lettera per parlarvi di un problema che voi stessi sentite e sul quale le varie componenti della nostra Chiesa si stanno impegnando: il problema dell'educazione.
Abbiamo tutti a cuore il bene delle persone che amiamo, in particolare dei nostri bambini, adolescenti e giovani. Educare però non è mai stato facile, e oggi sembra diventare sempre più difficile. Lo sanno bene i genitori, gli insegnanti, i sacerdoti e tutti coloro che hanno dirette responsabilità educative. Si parla perciò di una grande "emergenza educativa", confermata dagli insuccessi a cui troppo spesso vanno incontro i nostri sforzi per formare persone solide, capaci di collaborare con gli altri e di dare un senso alla propria vita. Leggi tutto…

Un'alleanza salvifica
di Claudio Turrini

«I giovani hanno soprattutto bisogno di essere ascoltati e, di conseguenza, capiti per quello che ci chiedono e portano con sé». Pierangelo Coltelli, già presidente regionale e tutt'ora consigliere centrale dell'Uciim (Unione cattolica insegnanti medi), è oggi un dirigente scolastico, che in mezzo ai giovani, nella scuola, ha passato una vita intera. Leggi tutto…



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