venerdì 23 settembre 2011

Il Diaconato in Italia: La sfida educativa




Del numero 167 della Rivista Il Diaconato in Italia ho riportato, nel mio sito di testi e documenti, alcuni articoli:






Maestro è chi insegna a sperare
di Giuseppe Bellia

Educare è un'arte, è una missione, è, appunto, una paideia. Una parola, questa, nobile che ha traversato secoli, civiltà, culture e che oggi è divenuta muta e quasi arcana perché, in un'epoca di assenza di padri e di maestri, sembra solo evocare reminiscenze lontane, bibliche e filosofiche cariche di struggenti, antiche suggestioni che non riescono però ad avere alcuna effettiva presa sul mondo della scuola e su quello giovanile in particolare. Ci si chiede come si è arrivati a questo punto. Leggi tutto…

Il linguaggio pedagogico di Gesù
di Carlo Maria Martini

Gesù parlava in parabole. Basta scorrere le pagine dei Vangeli per averne la prova. E dobbiamo presumere che non lo facesse raramente, a giudicare dal numero di parabole che gli evangelisti ci hanno trasmesso. Alcuni passi inducono addirittura a pensare che Gesù non parlasse alla gente in altro modo che in parabole. Si ha l'impressione che Gesù considerasse questo modo di esprimersi come il più adeguato alla capacità di comprensione degli ascoltatori e quindi il più adatto a trasmettere efficacemente il suo messaggio. Leggi tutto…

Per una pastorale formativa
di Franco Giulio Brambilla

La prospettiva formativa e pedagogica è il punto di vista specifico e la scelta storica di questo decennio che si è appena aperto per costruire l'identità e l'unità della coscienza. Qui il discorso si fa esplicitamente pastorale, ma diventa anche insidioso, di fronte alle concezioni più diffuse del rapporto di trasmissione delle forme buone della vita e della possibilità di dare "forma cristiana" a questi cammini. Leggi tutto…

La speranza per vincere la sfida
di Giovanni Chifari

Educare è una "cosa del cuore". Più che indicare un retaggio di sentimentalismo, quest'affermazione, patrimonio della tradizione dell'educazione cristiana, sembra suggerire la necessità di una relazione autentica fra educatore ed educando, e la possibilità, nella distinzione dei ruoli, di poter rinviare a Colui che ha le chiavi di questo cuore, al quale maestro e allievo saranno chiamati a conformare la propria esistenza. Leggi tutto…



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