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sabato 30 aprile 2016

Mese di Maggio con papa Francesco





Ripropongo per il Mese di Maggio quanto già preparato gli scorsi anni: una raccolta di testi mariani tratti dagli interventi di papa Francesco sulla Vergine Maria.


Nel mio sito di Testi e Documenti ho riportato tutta la raccolta, giorno per giorno (vai ai testi…).




  1 Maggio – San Giuseppe Lavoratore
  2 Maggio – L'ascolto di Maria
  3 Maggio – La decisione di Maria
  4 Maggio – L'azione di Maria
  5 Maggio – L'Immacolata nel disegno di Dio
  6 Maggio – Maria, la Madre
  7 Maggio – Il "sì" di Maria
  8 Maggio – Maria, la Tutta Bella
  9 Maggio – In Maria la Parola di Dio si è fatta carne
10 Maggio – In Maria la gioia piena
11 Maggio – Stile mariano dell'evangelizzazione
12 Maggio – Maria, mossa dallo Spirito Santo
13 Maggio – Vergine dell'ascolto e della contemplazione
14 Maggio – Maria, donna della fede
15 Maggio – Maria, sostegno nella fede
16 Maggio – Scelta per essere Madre di Dio
17 Maggio – La fedeltà di Maria
18 Maggio – Tutto è dono di Dio
19 Maggio – Maria, donna dell'ascolto
20 Maggio – Affidamento a Maria
21 Maggio – Custoditi fra le braccia di Maria
22 Maggio – Maria, aiuto nelle sfide della vita
23 Maggio – Maria sempre ci porta a Gesù
24 Maggio – Maria ci apre la porta a Dio
25 Maggio – Maria concepisce prima nella fede poi nella carne
26 Maggio – Offrire la nostra vita con l'umiltà e il coraggio di Maria
27 Maggio – Maria ci precede nel pellegrinaggio della fede
28 Maggio – Maria, la vera discepola di Gesù
29 Maggio – Maria, la Madre della gioia
30 Maggio – Maria, modello della fede della Chiesa
31 Maggio – Maria, modello di carità

vai ai testi…


venerdì 29 aprile 2016

Dio non si merita, si accoglie


6a domenica di Pasqua (C)
Atti 15,1-2.22-29 • Salmo 66 • Apocalisse 21,10-14.22-23 • Giovanni 14,23-29
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

Se uno mi ama, osserverà la mia parola
Affermazione così importante che Gesù la ribadisce subito al negativo: chi non mi ama non osserva le mie parole, non riesce, non ce la può fare, non da solo.
È una limpida constatazione: solo se ami il Signore, allora e solo allora la sua Parola, il tuo desiderio e la tua volontà cominciano a coincidere. Ma come si fa ad amare il Signore Gesù? L'amore verso di lui è un'emozione, un gesto, molti gesti di carità, molte preghiere o sacrifici? No. Amare comincia con una resa, con il lasciarsi amare, perché Dio non si merita, si accoglie.

Noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui
Proprio così: Dio si accoglie: e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Noi siamo il cielo di Dio, abitati da Dio, Padre Figlio e Spirito Santo. Un cielo trinitario è dentro di noi. Abbiamo sentito spesso che l'incontro con il Signore era il premio per le nostre buone azioni. Ma il Vangelo però dice altro: se, come Zaccheo, ti lasci incontrare dal Signore, allora sarà lui a trasformarti in tutte le tue azioni.
Il primo posto nel Vangelo non spetta alla morale, ma alla fede, alla relazione affettuosa con Dio, allo stringersi a Lui come un bambino si stringe al petto della madre e non la vuol lasciare, perché per lui è vita.

Lo Spirito vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto
Due verbi: Insegnare e Ricordare. Sono i due poli entro cui soffia lo Spirito: la memoria dei grandi gesti di Gesù e l'apprendimento di nuove "sillabe divine"; le parole dette «in quei giorni» e le nuove conquiste della mente e dell'anima che lo Spirito induce. Colui che in principio covava le grandi acque e si librava sugli abissi, continua ancora a covare le menti e a librarsi, creatore, sugli abissi del cuore.
(spunti da Ermes Ronchi)

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Lo Spirito Santo vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto (Gv 14,26)
(vai al testo) - (---> pdf, formato A4, stampa f/r per A5)

Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata (5/05/2013)
Non sia turbato il vostro cuore (Gv 14,27)
(vai al testo)

Vedi anche il post Appunti per l'omelia:
La realtà più vera che anima la Chiesa, l'amore (3/05/2013)

Commenti alla Parola:
  di Luigi Vari (VP 3.2016)
  di Marinella Perroni (VP 3.2013)
  di Claudio Arletti (VP 4.2010)
  di Enzo Bianchi

(Illustrazione di Giorgio Trevisan)

mercoledì 27 aprile 2016

Intervista sul diaconato a
 Mons. Giuseppe Zenti, Vescovo di Verona


Riprendo le interviste ai vescovi delle diocesi italiane sul diaconato permanente e i diaconi delle loro diocesi, pubblicate nella rivista L'Amico del Clero della F.A.C.I. (Federazione tra le Associazioni del Clero in Italia).
Le interviste sono curate da Michele Bennardo.

Michele Bennardo, diacono permanente della diocesi di Susa, ha conseguito il Dottorato in Teologia presso la Pontificia Università Lateranense. È professore di religione cattolica nella scuola pubblica e docente di Didattica delle competenze e di Didattica dell'Insegnamento della Religione Cattolica e Legislazione scolastica all'ISSR della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale, Sezione parallela di Torino. È autore di numerosi testi e articoli e dal 2005 collabora con L'Amico del Clero.

Ho riportato le varie interviste nel mio sito di testi e documenti.

Nel numero 9 (settembre 2015) de L'Amico del Clero è pubblicata l'intervista a Mons. Giuseppe Zenti, Vescovo di Verona.

Alla domanda "Come giudica per la Chiesa in generale, e per la diocesi di Verona in particolare, il ripristino del diaconato permanente?, mons. Zenti ha risposto: «Il Concilio Vaticano II ha messo in luce i doni grandi dello Spirito Santo e ha permesso di cogliere come il Signore edifichi la sua Chiesa con carismi e ministeri. In questa prospettiva il ripristino del diaconato è sicuramente per la Chiesa una grazia, una speciale opportunità con la quale il Signore risveglia nella comunità la vocazione al servizio, non solo come opportunità particolare per pochi, ma chiamando alcuni uomini ad essere per tutta la Chiesa icona vivente del Cristo servo, un richiamo evidente perché tutti scoprano la bellezza e l'impegno del mettersi a servizio dei fratelli nell'annuncio del Vangelo della carità.
Nella Chiesa di Verona il diaconato è ancora giovane, dal momento che i primi diaconi sono stati ordinati nel 1984. Pur essendo avvertita come una risorsa, non ha ancora raggiunto una sua piena consapevolezza da parte della diocesi e quindi anche nell'esercizio della ministerialità diaconale si è ancora in una fase di discernimento e – potremmo dire – di sperimentazione. I diaconi sono per la nostra comunità diocesana, comunque, un segno chiaro della chiamata al servire gli altri in diversi ambiti di vita ecclesiale e sociale. Ritengo, pertanto, che il ripristino voluto dal Concilio sia anche per noi un dono prezioso ancora da cogliere nella sua pienezza, ma certamente in un divenire sempre più maturo e ricco di opportunità di crescita nella fede e nella gioia del Vangelo».

Vai all'intervista…

martedì 26 aprile 2016

Il Diaconato in Italia


Il diaconato in Italia n° 196
(gennaio/febbraio 2016)

Misericordia e Diaconia
«Ogni volta lo avete fatto a me»






ARTICOLI
Servire la parola per «fare misericordia» (Giuseppe Bellia)
«Quello che non avete fatto a uno di questi piccoli, non l'avete fatto a me» (Calogero Cerami)
«Darai il pane della tua anima» (Giovanni Chifari)
I diaconi operai di misericordia (Francesco Giglio)
Giubileo della misericordia e diaconia (Gaetano Marino)
«Ogni volta lo avete fatto a me» (Andrea Spinelli)
Misericordiosi come il padre (Pasquale Violante)
Dal Convegno di Firenze un diaconato in uscita (Enzo Petrolino)
Chiesa in uscita e... "estrema unzione" (Giulio Meiattini)
Intervista al vescovo di Ascoli Piceno (Gino Cintolo)
L'inno alla gioia del samaritano misericordioso (Mario Delpini)
213 volte misericordia (Nino Montesanto)

TESTIMONIANZE
Guarite gli infermi (Stefano Orfei)
Con pazienza e rispetto (Gabriele Scariolo)

DOCUMENTI
Il nuovo Direttorio diocesano – Arcidiocesi di Milano (Giuseppe Como)

(Vai ai testi…)

lunedì 25 aprile 2016

La Misericordia di Dio nell'Anno Liturgico
 V settimana di Pasqua




Tempo di Pasqua: ripropongo le meditazioni sulla «Misericordia di Dio nel cammino dell'Anno Liturgico», come proposte da fr. Luigi Colombotti ofm: «una ricerca della misericordia di Dio, tenendo presente i testi che parlano della misericordia, nella Messa e nella Liturgia delle Ore».





V Settimana di Pasqua

LA MISERICORDIA DI DIO, PER LA PASQUA DEL SIGNORE, HA FATTO DI NOI, UOMINI DELLA LODE

La Comunità celebrante riprende il suo cammino alla scuola di Gesù, il quale sapendo che tra poco dovrà lasciare i discepoli, viene incontro al loro turbamento con la promessa dello Spirito Santo. Egli insegnerà e ricorderà alla Chiesa i detti del Signore. È il Dio misericordioso che accompagna la prima Comunità attraverso l'azione dello Spirito che attualizza la Parola. Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui v'insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto» (Lun/Gv 14,21-26).
E siamo giunti alla conclusione del primo discorso di addio. Promesso il grande Dono dello Spirito Santo Gesù saluta i discepoli offrendo loro la pace che acquista con la sua morte, ma restituisce all'uomo la piena comunione con Dio e con i fratelli. «Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco» (Mar/Gv 14,17-21).
[…]
Gesù ha scelto i suoi, li ha eletti amici e li ha resi capaci di manifestare il suo stesso stile: un amore che arriva a dare perfino la vita. «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri» (Ven/Gv 15,12-17).
L'odio che i discepoli incontreranno è il prezzo da pagare per il discepolato, ma l'accettazione della persecuzione per Cristo è dono di misericordia ai fratelli che, ascoltando ed accogliendo la parola annunciata saranno salvi. «Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato» (Sab/Gv 15,18-21). […]
L'evangelizzazione continua tra insidie, organizzazione delle Chiese, superamento di difficoltà dottrinali con un discernimento comune insieme allo Spirito Santo. Chiariti i problemi Paolo e Sila ripartono per un nuovo viaggio apostolico, guidati dallo Spirito che determina i luoghi dell'evangelizzazione. Il dinamismo è grande e tutto fa vedere in azione il Dio misericordioso che guida la missione degli apostoli: nella crisi, dona luce, istituisce anziani responsabili delle Chiesa nuove, chiama a nuovi lidi da evangelizzare perché la salvezza donata si fortifichi e raggiunga chi ancora non la conosce.
[…]
Il beato Isacco della Stella, medita sull'azione dello Spirito Santo nel mistero dell'Incarnazione e nel sacramento della rigenerazione; contempla l'umanità di Cristo senza peccato e noi che rinasciamo dal fonte battesimale figli di Dio, suo corpo divenendo l'unico corpo di Cristo: Lui senza peccato e noi che otteniamo la remissione di tutti i peccati. Egli portò nel suo corpo sulla croce ciò che rimosse dal suo corpo attraverso il battesimo e salva ancora per mezzo della croce e dell'acqua. È Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, che aveva preso su di sé. È sacerdote e sacrificio e Dio. Per questo offrendo sé a se stesso, riconcilia se stesso per mezzo di se stesso con se stesso e inoltre con il Padre e con lo Spirito Santo (Ven/UL 2 Lett.). […]
(vai al testo)

domenica 24 aprile 2016

Il Diaconato in Italia – Indice 2016



Il Diaconato in Italia
Periodico bimestrale di animazione per le chiese locali

Indice 2016 (anno 48°)







Titolo dell'annata:
RIVELARE IL VOLTO DEL PADRE
Diaconi testimoni di misericordia



Temi monografici:

n° 196 – gennaio/febbraio 2016
Misericordia e diaconia

n° 197/198 – marzo/giugno 2016
Diaconi profeti di misericordia

n° 199 – luglio/agosto 2016
Discernere la misericordia

n° 200 – settembre/ottobre 2016
Diaconi missionari di misericordia

n° 201 – novembre/dicembre 2016
Le sfide diaconali della misericordia



(Vai ai testi…)



venerdì 22 aprile 2016

Amarci con lo "stile" di Gesù


5a domenica di Pasqua (C)
Atti 14,21b-27 • Salmo 144 • Apocalisse 21,1-5a • Giovanni 13,31-33a.34-35
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

Vi do un comandamento nuovo, che vi amiate gli uni gli altri
Sì, ma di quale amore? Amore è una parola così abusata, parola che a pronunciarla male brucia le labbra, dicevano i rabbini. Spesso noi confondiamo l'amore con una emozione o una elemosina, con un gesto di solidarietà o un momento di condivisione.
Amare sovrasta tutto questo, perché contiene il brivido emozionante della scoperta dell'altro, che ti appare non più come un oggetto ma come un evento, come colui che ti dà il gusto del vivere, che spalanca sogni..., che ti fa nascere con il meglio di te.

Per amare devo guardare una persona con gli occhi di Dio. Quando adotto il suo sguardo luminoso divento capace di scoprirne tutta la bellezza, la grandezza e l'unicità. E da questo si sprigiona fervore, meraviglia, incanto del vivere.
Io vado dall'altro come ad una fonte, e mi disseta. Allora lo posso amare, e nell'amore l'altro diventa il mio maestro, colui che mi fa camminare per nuovi sentieri.
Allo stesso modo anche i due sposi devono amarsi come due maestri, ciascuno maestro dell'altro, ciascuno messo in cammino verso orizzonti più grandi. Lasciarsi abitare dalle ricchezze dell'altro, e la vita diventa immensamente più felice e libera.
Allo stesso modo anche il povero che incontro o lo straniero che bussa alla mia porta li posso guardare come fossero i «nostri signori», come diceva san Vincenzo de Paolis, e imparare quindi a dare, come faceva Gesù, non come un ricco ma come un povero che riceve, come un mendicante d'amore. E pensare davanti al povero: sono io il povero, fatto ricco di te, dei tuoi occhi accesi, della tua storia, del tuo coraggio.

Vi do un comandamento nuovo… Come io ho amato voi, così…
Non si tratta di una nuova ingiunzione, ma della regola che protegge la vita umana. E dove sta la novità? Già nell'Antico Testamento era scritto ama Dio con tutto il cuore, ama il prossimo tuo come te stesso.
La novità del comando sta nella parola successiva: Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Non dice quanto vi ho amato: impossibile per noi la sua misura. Ma come Gesù, con il suo stile unico, con i capovolgimenti che ha portato, con la sua creatività, quando ha fatto cose che nessuno aveva fatto mai. I cristiani non sono quelli che amano soltanto (lo fanno in molti sotto tutte le latitudini), ma sono quelli che amano come Gesù: Se io vi ho lavato i piedi così fate anche voi, fatelo a partire dai più stanchi, dai più piccoli, dai più poveri… che sono i vostri signori…
Come Lui, che non solo è amore, ma esclusivamente amore.
(spunti da Ermes Ronchi)

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Amatevi anche voi gli uni gli altri (Gv 13,34)
(vai al testo) - (---> pdf, formato A4, stampa f/r per A5)

Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata (28/04/2013)
Amatevi anche voi gli uni gli altri (Gv 13,34)
(vai al testo)

Vedi anche il post Appunti per l'omelia:
La fisionomia inconfondibile della comunità cristiana (27/04/2013)

Commenti alla Parola:
  di Luigi Vari (VP 3.2016)
  di Marinella Perroni (VP 3.2013)
  di Claudio Arletti (VP 4.2010)
  di Enzo Bianchi

(Illustrazione di Giorgio Trevisan)