venerdì 2 marzo 2018

La nostra vita "unificata" in Gesù, vero santuario del Padre


3a domenica di Quaresima (B)
Esodo 20,1-17 • Salmo 18 • 1Corinzi 1,22-25 • Giovanni 2,13-25
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

La terza domenica di Quaresima è caratterizzata, nel ciclo A dal racconto evangelico dell'incontro di Gesù con la Samaritana, dove le viene rivelato il vero culto da dare a Dio: non più al tempio di Gerusalemme né sul monte Garzim, ma nello Spirito Santo e nella Verità che è Gesù Cristo (cf Gv 4,23-24); mentre nel brano odierno (ciclo B) l'attenzione viene focalizzata sull'episodio della cacciata dei venditori dal tempio e della conseguente presentazione che Gesù fa di se stesso, quale nuovo tempio.

In questo contesto, vediamo messi a confronto tre templi, tre luoghi di culto che si intersecano tra di loro: il tempio di Gerusalemme, il corpo di Gesù, il cuore dell'uomo. Tutto inizia nel tempio, per compiersi nella Pasqua di Gesù, al fine di rinnovare il cuore dell'uomo.
Che intenzione aveva Gesù quando scacciò i mercanti del tempio? Aveva forse in mente di riformare il culto della tradizione mosaica? Certamente si trattava di un gesto di rottura. La novità delle sue parole e la libertà delle sue parole operavano una taglio netto con la tradizione. Ma la cacciata dei mercanti dal tempio non va confusa con una reazione eccessiva dettata dallo sdegno del momento, anche perché la presenza dei venditori era perfettamente legittima. Il gesto di Gesù si inserisce nei gesti provocatori che anche i profeti avevano compiuto. La reazione dei giudei presenti non è un invito alla moderazione, ma piuttosto alla richiesta di un segno che giustifichi la sua pretesa profetica, il suo essere profeta che lancia questa provocazione.
E Gesù rimanda ad un altro tempio, che si riedificherà in tre giorni, al suo corpo.
È il riferimento al corpo di Gesù, vero santuario del Padre, che ci fa cogliere il vero significato del tempio, dove tutto parla di consacrazione. Tutto in Gesù è dato e sarà dato per il compimento di salvezza nella missione ricevuta dal Padre.
In realtà, non vi è nulla in un edificio adibito al culto che sia fuori della glorificazione di Dio e non sia orientato a questo scopo. Ma Gesù, di fronte all'attività dei venditori, denuncia una situazione in cui il mezzo è sganciato dal fine, come qualcosa che ha in sé la propria sussistenza. Per questo la Casa del Padre è diventata un luogo di mercato. Il mezzo è diventato il fine!

Possiamo trasporre questa situazione alla nostra consacrazione battesimale. Nella nostra vita ci sono attività non direttamente collegabili ad un rito cultuale, quale la vita familiare e professionale. Anzi la maggior parte delle nostre azioni non hanno nulla a che fare con una pratica religiosa. Eppure, in virtù del battesimo noi siamo diventarti tempio dello Spirito Santo. In questa nuova nostra condizione non è più possibile che lavoro o famiglia divengano realtà completamente autonome, sganciate dalla nostra fede o senza un riferimento ad essa. I cristiani non lavorano né sviluppano le proprie capacità professionali nel nome di un uomo, né costruiscono una famiglia che divenga antagonista all'obbedienza dovuta al vangelo.
La fede è forse divenuta come l'abito domenicale da indossare solo nel giorno di festa per poi riporlo sino alla festività successiva? Questo atteggiamento, che caratterizza purtroppo la situazione attuale delle nostre comunità cristiane, ha generato una vara e propria schizofrenia accompagnata da prevedibili scandali e contraddizioni, con fatti che sono in contrasto con la nostra consacrazione battesimale.

Il corpo di Gesù sta allora di fronte al tempio di Gerusalemme come denuncia di una situazione lontana dalla Pasqua, ormai alle porte, quale evento salvifico che realizza in pieno la nostra realtà di "popolo sacerdotale" e di "nazione santa". Il tempio di Gerusalemme riflette invece la situazione del cuore umano, diviso ed incapace di unificare se stesso nell'adorazione del vero Dio.
Guardare allora alla nostra vita ed alla vita delle nostre comunità come al corpo di Cristo è continuare l'impegno quaresimale per poter celebrare in pienezza la risurrezione dai morti del Figlio di Dio.

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere (Gv 2,9)
(vai al testo…)

Parola-sintesi proposta a suo tempo pubblicata:
 Egli parlava del tempio del suo corpo (Gv 2,21) - (08/03/2015)
(vai al testo…)
 Molti credettero nel suo nome (Gv 2,23) - (11/03/2012)
(vai al testo…)
 Noi predichiamo Cristo crocifisso, potenza e sapienza di Dio (1Cor 1,23-24) - (13/03/2009)
(vai al post "Il Crocifisso, mistero d'amore")

Vedi anche i post Appunti per l'omelia:
  Gesù, nuovo "tempio" per l'uomo di oggi (7/03/2015)
  Il nuovo Tempio (9/03/2012)

Commenti alla Parola:
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 2.2018)
  di Luigi Vari (VP 2.2015)
  di Marinella Perroni (VP 2.2012)
  di Claudio Arletti (VP 2.2009)
  di Enzo Bianchi

(Illustrazione di Stefano Pachì)

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