venerdì 4 agosto 2017

Con Gesù, anche noi trasfigurati


Trasfigurazione del Signore [18a] dom. T.O. (A)]
Daniele 7,9-10.13-14 • Salmo 96 • 2 Pietro 1,16-19 • Matteo 17,1-9
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

E fu trasfigurato davanti a loro…
La Trasfigurazione è un'esperienza unica, anzitutto per Gesù.
È la "gloria" del Padre che rifulge sul suo volto e su tutta la sua persona.
È la "gloria" segreta di Gesù, quella vitalità infinita, quel fascino, che si nascondeva sotto un'umanità comune, e che ora trapela all'esterno, seppure per un attimo.
In questo modo il Padre fa sperimentare a Gesù, e fa intravedere ai discepoli, un "assaggio" di quella gloria che possederà per sempre dal mattino di Pasqua.

Non parlate a nessuno… prima che sia risorto dai morti
Il cammino verso Gerusalemme apparentemente si risolverà nel fallimento dell'opera di Gesù e nella dispersione dei discepoli. Ma non è questo lo sbocco ultimo e definitivo: il traguardo finale è la vita nuova vittoriosa sulla morte, è la luce della risurrezione.
La Trasfigurazione ci richiama allo sbocco di questo cammino: gioire nella Pasqua col Signore risorto ed essere condotti alla nostra "trasfigurazione". È un rilancio di quella speranza senza complessi, che resiste ad ogni sfida, anche a quella della morte.
Tale attesa non distoglie dal cammino concreto nella storia, dall'impegno di servizio all'uomo.

Signore, è bello per noi essere qui…
E Pietro, come inebriato, vorrebbe "fissare" quel momento di beatitudine. L'estasi è di breve durata e i discepoli si ritrovano col Gesù di tutti i giorni, in viaggio verso Gerusalemme. I cristiani non possono dimorare stabilmente su nessun "Tabor".
Il Signore può regalarci momenti di particolare luce o gioia, tuttavia il cammino ordinario è quello di una fede che va avanti nella quotidianità, in compagnia di un Gesù che non sempre ci incanta col suo fascino. Questa fede ci consente di riconoscere nel Gesù che ci parla nella Parola e nella Chiesa, che si nasconde nei fratelli ed è presente nell'Eucaristia, il Gesù "trasfigurato", il Signore risorto.

Questi è il Figlio mio, l'amato… Ascoltatelo!
Questa è la fede che ci aiuta a riconoscere la voce del Padre: "Questi è il Figlio mio, l'amato: ascoltatelo!", accoglietelo come il Messia, che arriva alla gloria attraverso il servizio vissuto fino al dono totale.
La Trasfigurazione non è soltanto un avvenimento futuro: nella vita del credente è già in atto una misteriosa "trasfigurazione", un rapporto di progressiva assimilazione al Cristo attraverso l'amore. Una trasfigurazione che in certi cristiani più maturi non di rado traspare anche all'esterno.
Quando s'incontrano malati che accolgono col sorriso, quando ragazzi e giovani vanno controcorrente e vivono puri in un ambiente inquinato e inquinante, quando persone di ogni età sono capaci di perdonare o decidono di giocare la vita su Gesù, rinunciando all'idolo del denaro, del successo, del potere, del sesso... tale trasfigurazione è in atto.

Noi cristiani abbiamo un debito nei confronti di chi non crede o è in ricerca: offrire momenti di manifestazione di Dio. Ciò avviene quando il Vangelo pervade la nostra vita e risplende attraverso i gesti e le parole, soprattutto se pratichiamo il comandamento nuovo: "Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli (che io sono tra voi), se avete amore gli uni per gli altri" (Gv 13,35).

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
E fu trasfigurato davanti a loro (Mt 17,2)
(vai al testo…)

Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata nella II dom. di Quaresima (Anno A):
 Gesù fu trasfigurato davanti a loro (Mt 17,2) - (12/03/2017)
(vai al testo…)
 Signore, è bello per noi essere qui! (Mt 17,4) - (16/03/2014)
(vai al testo…)
 Signore, è bello per noi essere qui! (Mt 17,4) - (20/03/2011)
(vai al testo…)

Vedi anche il post Appunti per l'omelia, II dom. di Quaresima (Anno A):
  Un Dio che in Gesù fa risplendere tutta la nostra vita (10/03/2017)
  La Parola che ci trasfigura (14/03/2014)

Commenti alla Parola:
  di Cettina Militello (VP 6.2017)
  di Enzo Bianchi

Vedi anche Commenti alla Parola, II dom. di Quaresima (Anno A):
  di Cettina Militello (VP 2.2017)
  di Gianni Cavagnoli (VP 2.2014)
  di Marinella Perroni (VP 2.2011)

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