venerdì 2 giugno 2017

Lo Spirito Santo, il respiro di Dio


Pentecoste (A)
Atti 2,1-11 • Salmo 103 • 1 Corinzi 12,3b-7.12-13 • Giovanni 20,19-23
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

Mentre erano chiuse le porte del luogo per paura dei Giudei...
Le porte chiuse per paura! Accade sempre così quando si agisce seguendo le proprie paure: la vita si chiude. La paura è la paralisi della vita. I discepoli hanno paura anche di se stessi, di come lo hanno rinnegato. E tuttavia Gesù viene.
Siamo di fronte a una comunità dalle porte e finestre sbarrate, dove manca l'aria e si respira dolore; una comunità che si sta ammalando. E tuttavia Gesù viene.
Papa Francesco continua a ripetere che una chiesa chiusa, ripiegata su se stessa, che non si apre, è una chiesa malata. Eppure Gesù viene.
Viene in mezzo ai suoi, prende contatto con le nostre paure, con i nostri limiti, senza temerli.

Mostrò loro le mani e il fianco… «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi»
I discepoli gioiscono al vedere il Signore e Gesù dice loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi».
L'abbandonato ritorna e sceglie proprio coloro che lo avevano abbandonato e li manda. Gesù avvia processi di vita, non accuse; gestisce la fragilità e la fatica dei suoi con un metodo umanissimo: quello del primo passo. Anche per noi: in qualsiasi situazione, anche in quella più perduta, un primo passo è possibile sempre, per tutti, un passo nella direzione giusta. Noi non saremo giudicati se avremo raggiunto l'ideale, ma se avremo camminato nella buona direzione, senza arrenderci, con cadute e infinite riprese, con gli occhi fissi ad una stella polare.

Detto questo, soffiò e disse loro: Ricevete lo Spirito Santo…
Soffiò... Lo Spirito è il respiro di Dio. In quella stanza chiusa, in quella situazione che era senza respiro, ora respira il respiro di Cristo, quel principio vitale e luminoso che faceva unico il suo modo di amare e spalancava orizzonti nuovi; che spingeva Gesù a fare dei poveri i principi del suo Regno.

A coloro cui perdonerete i peccati saranno perdonati…
A coloro cui perdonerete i peccati saranno perdonati, a coloro cui non perdonerete non saranno perdonati. Il perdono dei peccati non è una missione riservata ai preti, è un impegno affidato a tutti i credenti che hanno ricevuto lo Spirito, donne e uomini, piccoli e grandi. Il perdono non è un sentimento, ma una decisione: è piantare attorno a noi oasi di riconciliazione, è aprire porte, riannodare fiducia nelle persone, lavorare per la pace.

Allora venga lo Spirito, riporti l'innocenza e la fiducia nella vita, soffi via le ceneri delle nostre paure, consolidi in ciascuno di noi l'aspirazione alla pace, alla gioia, alla vita, all'amore.

(spunti da Ermes Ronchi)

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Ricevete lo Spirito Santo (Gv 20,22)
(vai al testo…)

Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata:
 Ricevete lo Spirito Santo (Gv 20,22) - (08/06/2014)
(vai al testo…)
 Ricevete lo Spirito Santo (Gv 20,22) - (12/06/2011)
(vai al testo…)

Vedi anche il post Appunti per l'omelia:
  Molti un sol corpo (06/06/2014)

Altri post Appunti per l'omelia :
  Lo Spirito… rimane, insegna, ricorda (13/05/2016 - Pentecoste Anno C)
  Lo Spirito che dà vita alla Parola (23/05/2015 - Pentecoste Anno B)
  Lo Spirito, forza di trasformazione radicale (17/05/2013 - Pentecoste Anno C)
  L'inestimabile dono (25/05/2012 - Pentecoste Anno B)

Altri post sulla solennità di Pentecoste:
  Pentecoste: lo Spirito e l'amore per Gesù (15/05/2016)
  Lo Spirito Santo e i Carismi (24/05/2015)
  Dio è amore! (23/05/2010)

Commenti alla Parola:
  di Cettina Militello (VP 4.2017)
  di Gianni Cavagnoli (VP 5.2014)
  di Marinella Perroni (VP 5.2011)
  di Enzo Bianchi


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