mercoledì 20 aprile 2011

Il diacono e il suo vescovo


Questo di oggi, 20 aprile, è stato un giorno particolare per la ricorrenza del ventesimo anniversario della mia ordinazione diaconale (nelle foto due momenti).
Chiudo la giornata con nel cuore una gratitudine immensa per il dono ricevuto, che supera e sigilla nel suo profondo, trasformandoli, ogni mia inadeguatezza ed ogni mio limite. Puro amore di Dio!
Racconto un episodio, di questa sera, alla Messa Crismale in Cattedrale. Coincidenza singolare anche per l'ora in cui i sacerdoti rinnovavano le loro promesse sacerdotali. Alla stessa ora di 20 anni fa pronunciavo anch'io le mie promesse diaconali. Pur essendo "ordini" diversi, il significato personale mi è risultato lo stesso, perché vale anche per il diacono la promessa di «unirsi intimamente al Signore Gesù, rinunciando a se stessi e confermando i sacri impegni che, spinti dall'amore di Cristo, abbiamo assunto liberamente verso la sua Chiesa»; come pure di «adempiere il ministero della parola di salvezza sull'esempio di Cristo, lasciandoci guidare non da interessi umani, ma dall'amore per i fratelli».
Mi sono sembrate purificate da ogni esteriorità, queste parole del vescovo, anche per un episodio particolare successomi proprio questa sera.
Per un disguido di comunicazione sono arrivato in ritardo e di conseguenza non in tempo per indossare anche la dalmatica assieme agli altri diaconi presenti. Mi sono così inserito nella processione, che dalla chiesa succursale procedeva verso la cattedrale, con il camice e la sola stola.
Mi sarebbe piaciuto, anche per la particolarità della giornata, fare tutto a puntino… È l'occasione per interiorizzare ogni atteggiamento e cogliere l'essenziale.Guardo il vescovo: mi sembra bello vedere sotto la pianeta anche la dalmatica, che ogni vescovo indossa, segno della pienezza del sacramento dell'ordine. Una gioia interiore mi riempie.
Vedo, in quella dalmatica indossata dal vescovo, la mia: la sensazione spirituale di dovermi "perdere" nel vescovo, di cogliere nel profondo che senza il suo ministero non avrebbe senso il mio, ché diversamente sarebbe un semplice sterile darmi da fare. E ringrazio Dio per quanto mi è capitato.
Ho riscoperto con sapore nuovo le parole della Didascalia degli Apostoli: «Il diacono sia l'orecchio del Vescovo, la sua bocca, il suo cuore e la sua anima, perché voi (Vescovo e diacono) siete due in una sola volontà e nella vostra unanimità la Chiesa troverà la pace» (XI 44).

3 commenti:

  1. Tanti auguri!!!
    Che commozione rivedere il vescovo Lorenzo!

    Buona Pasqua
    Julo d.

    RispondiElimina
  2. Tanti auguri anche a te, Julo, e alla tua famiglia. Anche io mi commuovo ogni volta che penso al "mio" vescovo... Lo sento molto presente e lo prego che dal Paradiso ci accompagni in questa nostro "originale" ministero!
    Luigi

    RispondiElimina
  3. Un abbraccio di pace e restiamo uniti nella preghiera. Voglio pregare per il nostro ministero e questa notte lo farò con particolare intensità pensando anche alla tua ordinazione e a quella di tutti i confratelli. In modo particolare per tutti quelli che conosco personalmente.
    vincenzo

    RispondiElimina