domenica 29 aprile 2018

Chi crede ha la vita eterna


"Rilettura", alla fine del mese, della Parola di Vita di aprile.

"Chi crede ha la vita eterna" (Gv 6,47). "Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto" (Gv 20,29).
Gesù, camminando sulle strade della Palestina, si fa vicino a quanti incontra…, condivide ogni necessità e ridà speranza. Anche a me, a ciascuno, è chiesto di fare l'esperienza di essere luce per le persone che incontriamo nella giornata: non di luce propria, ma di quella di Gesù che vive dentro di noi e in mezzo a noi.
L'amore è luce nel cammino di fede e di testimonianza del Signore Risorto. Questo comporta una attenzione costante alle aspettative (anche minime… ma accolte con discrezione e delicatezza) di chi mi viene incontro. Ogni persona infatti merita di essere amata con quell'amore che è stato seminato dallo Spirito nel nostro cuore.
Chi crede ha la Vita… Quella Vita che il Signore Risorto ci dona. Gesù solo può saziare la fame dell'uomo, soltanto Lui può darci la vita che non muore, perché Lui è la Vita.
In questa dinamica spirituale l'essenziale è fidarsi totalmente di Dio, perché l'amore di Dio, in Gesù crocifisso e risorto, non conosce ostacoli e cancella tutte le nostre miserie. La fede cristiana infatti è prima di tutto il frutto di un incontro personale con Dio, con Gesù, che non desidera altro che farci partecipare alla sua stessa vita.
Per lasciarmi avvolgere dall'abbraccio del Padre, occorre che mi "lasci andare", che mi abbandoni nelle su braccia, alla sua misericordia… E Lui mi dona la Vita! So di vivere! E ogni paura si attutisce, scompare… e dal profondo, come una piantina sospinta dal di sotto verso la luce, riaffiora la pace; ed il cuore si cheta e sa di poter riposare nel cuore del Padre…, in Gesù. Lo Spirito è la forza creatrice di questa nuova rinascita, una continua rinascita, che ci spinge a donare gioia agli altri.
"Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!".
"Chi crede è generato da Dio... E chiunque è generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che vince il mondo: la nostra fede" (1Gv 5,1-6).
Sappiamo che "nulla è impossibile a Dio". Questa è la certezza da coltivare senza tentennamenti. Essa ci farà sperimentare una pace mai provata, che ci farà sperimentare la forza del perdono che sconfigge ogni violenza. Ma occorre credere alla bontà (che è il seme che Dio ha seminato in ciascuno) delle persone, con un cuore sempre aperto.
È credere che Gesù opera in me, lasciandolo agire e non frapponendo ostacoli egoistici o egocentrici. È avere quella fiducia che opera il miracolo, quello della mia e altrui conversione. È raffinare la sensibilità soprannaturale, quell'istinto evangelico, dono dello Spirito, che si sviluppa esercitandolo. In altre parole: raffinare l'amore nell'attimo presente. Infatti, la fede in Gesù è aderire al suo esempio di non vivere ripiegati su se stessi, sulle nostre paure, ma piuttosto di riversare la nostra attenzione sulle necessità degli altri. È avere quella misericordia che vede ognuno come fosse nuovo, avendo in cuore, al posto del giudizio, l'amore e la misericordia: le parole di Gesù si illumineranno e Lui entrerà in noi con la sua verità, la sua forza e il suo amore. E cammineremo sicuri superando gli ostacoli… Sperimenteremo che si cammina sicuri se siamo uniti… Scopriremo, al di là delle diversità, la possibilità concreta di una sincera fraternità.

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