martedì 6 marzo 2018

Quaresima 2018: perseveranti nella carità! [1]


Ho ripreso il messaggio di papa Francesco per questa Quaresima per rimettermi in sintonia con lui e «vivere con gioia e verità in questo tempo di grazia».
Fa riflettere la Parola sintesi: «Per il dilagare dell'iniquità, si raffredderà l'amore di molti» (Mt 24,12).
Non c'è dubbio ed è sotto gli occhi di tutti questo «dilagare dell'iniquità»! Se da un lato ci porta in prima fila nel "combattimento", dall'altro si assiste ad un "raffreddamento" in molti della speranza e quindi della capacità di dare testimonianza attraverso la carità. Si raffredda l'amore e quindi la vita!
Qui sta la "debolezza" delle nostre comunità cristiane che, pur nella buona volontà di tanti, non sono in grado di incidere nel tessuto sociale.
Un cristianesimo debole? Vissuto "come si può"?
Tutti siamo, più o meno, contagiati o condizionati. Anch'io non posso sentirmi escluso da questa situazione. E mi chiedo: sono per le persone che mi stanno accanto e per quelle che mi sono affidate riferimento e testimonianza di serenità, di luce, di speranza… di gioia?
Si sa, «di fronte ad eventi dolorosi» è facile, in questa "debolezza" diffusa, dare ascolto a quei «falsi profeti» che ingannano molti, «tanto da minacciare di spegnere nei cuori la carità che è il centro di tutto il Vangelo».
Questi falsi profeti sono come «incantatori di serpenti», che «approfittano delle emozioni umane per rendere schiave le persone e portarle dove vogliono loro».
In questa nostra "società liquida" è facile lasciarci abbindolare, non avendo punti di riferimento certi perché condizionati dalla "corrente" delle opinioni più varie e strane. Condizionati, tra l'altro, da una sfiducia diffusa anche verso persone e istituzioni che credevamo "sicure" e "credibili".
Siamo, come cristiani, messi alla prova. Gesù ci aveva ricordato che avremmo avuto difficoltà, sofferenza, persecuzioni… e che gli stessi "nostri di casa" sarebbero diventati nostri "avversari", invitandoci alla "perseveranza" per rimanere saldi ed essere salvati.
«Quanti uomini e donne vivono come incantati dall'illusione del denaro… Quanti vivono pensando di badare a se stesi e cadono preda della solitudine!».
«Ognuno - continua il Papa – è chiamato a discernere nel suo cuore ed esaminare se è minacciato dalle menzogne di questi falsi profeti». Ed «imparare a non fermarsi al livello immediato, superficiale, ma riconoscere ciò che lascia dentro di noi un'impronta buona e più durevole, perché viene da Dio».
Ecco allora: guardare a Lui ed essere certi della sua fedeltà!

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