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venerdì 10 giugno 2016

L'amore conta, pesa più del peccato


11a domenica del Tempo ordinario (C)
2 Samuele 12,7-10.13 • Salmo 31 • Galati 2,16.19-21 • Luca 7,36-8,3
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

Ecco una donna, peccatrice… portò un vaso di profumo
Quella donna, saputo che Gesù si trovava nella casa del fariseo, vi ci entrò, spinta dal profondo bisogno di ricevere e dare amore. L'amore, che ognuno di noi ha dentro di sé, un bisogno che, se lo soffochi, ti rende infelice o avido o cinico.
Quella donna va diritta davanti a Gesù, non gli chiede permesso, fa una cosa inaudita tanto è sconveniente: mani, bocca, lacrime, capelli, profumo su di lui. Lei sa, con tutte le sue fibre, che quello strano rabbì non l'avrebbe cacciata.

Davanti a questo racconto, grondante di lacrime e di amore, siamo invitati a guardare con gli occhi di Gesù, a guardare come guarda lui, che si fa largo dentro il groviglio delle nostre contraddizioni morali, per fissarsi in quel germe intatto che è il germe divino che attende la risurrezione, anche nel cuore dell'ultima prostituta. Gesù vede oltre le etichette: arriva una donna e dove gli altri vedono solo una peccatrice, lui vede un'amante: «ha molto amato».
Un brano di vangelo che ci contesta e ci conforta, perché il cristianesimo non è un intreccio complicato di dogmi e doveri, perché Gesù ne indica il cuore: ama e hai fatto tutto.

Stando dietro, presso i piedi di lui…
Quella donna, piangendo, cominciò a bagnagli i piedi di lacrime, asciugandoli poi con i suoi capelli, baciandoli e cospargendoli di profumo… Sono gesti contro tutti i rituali, che vanno oltre il lecito e l'illecito, oltre doveri od obblighi, con una carica affettiva veemente! A questi gesti Gesù non si sottrae, ma apprezza. Poteva bastare, come tanti altri hanno fatto, chiedere perdono: perché questo eccesso, il profumo, le carezze, i baci?
È il linguaggio universale con cui parla il cuore. E Dio guarda il cuore. E gode vedendo la donna uscire da un rapporto scadente di contabilità o di baratto con il Signore, e spiccare il volo negli spazi della libertà e del dono.

Simone, tu non mi hai lavato i piedi… non mi hai dato un bacio…
Gesù, nel rimproverare Simone, evidenzia quanto la donna ha fatto: da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi… Dal poco al molto amore: Gesù, Dio desidera essere amato, va in cerca di persone e ambienti pronti a dargli affetto.
Simone era molto religioso e molto duro. Forse perché viveva la fede come osservanza delle regole divine e non come risposta all'amore di Dio.

Molto le è perdonato perché molto ha amato
Gesù cambia il paradigma della fede: dal peccato all'amore. Non è il peccato, pur confessato ed espiato, l'asse portante del rapporto con Dio, ma ricevere e restituire amore. L'amore conta, vale, pesa più del peccato. L'errore che abbiamo commesso non revoca il bene compiuto, non lo annulla. È il bene invece che revoca il male di ieri e lo cancella. Una spiga conta più di tutta la zizzania del campo!
Quella donna mostra che un solo gesto d'amore, anche se muto e nascosto, è più utile per questo nostro mondo dell'opera più grandiosa: la rivoluzione portata da Gesù, possibile a tutti, possibile a me, ogni giorno.

(spunti da Ermes Ronchi)

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Sono perdonati i suoi peccati, perché ha molto amato (Lc 7,47)
(vai al testo) - (---> pdf, formato A4, stampa f/r per A5)

Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata (16/06/2013)
La tua fede ti ha salvata; va' in pace (Lc 7,50)
(vai al testo…)

Vedi anche il post Appunti per l'omelia:
Il perdono di Dio (14/06/2013)

Commenti alla Parola:
  di Luigi Vari (VP 5.2016)
  di Marinella Perroni (VP 4.2013)
  di Claudio Arletti (VP 5.2010)
  di Enzo Bianchi

(Illustrazione di Giorgio Trevisan)

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