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lunedì 9 agosto 2010

Misteriosa reale solidarietà


Festa di santa Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein.
Pensando alla nostra chiamata a partecipare nella comunità a quella presenza dell'Amore di Dio, che si manifesta nel Cristo che si è fatto solidale con noi, mi è di particolare luce questo pensiero della santa di oggi:

«Chi appartiene a Cristo deve vivere fino in fondo tutta la vita di Cristo. Deve crescere sino alla maturità di Cristo, (...) passare per il Getsemani e per il Gòlgota. E tutte le sofferenze che possono venirgli dall'esterno sono nulla a paragone della notte oscura dell'anima, quando la luce divina non brilla più e la voce del Signore non si ode più. Dio è sempre là, ma sta nascosto.
Le sofferenze e la morte del Cristo proseguono nel suo Corpo mistico, e in ognuno delle membra di esso. Soffrire e morire è il destino di ogni uomo. Ma se egli è un membro del Corpo mistico di Cristo, il suo soffrire e il suo morire assumono per tramite della divinità del capo un valore espiatorio, co-redentivo. (...)
Così, colui che è legato a Cristo persevererà inconcusso anche nella notte oscura della soggettiva lontananza da Dio e assenza di Dio; forse l'economia divina della salvezza impiega i suoi tormenti per liberare qualcuno che è oggettivamente incatenato dal peccato. Perciò voluntas tua! Anche, e anzi proprio in seno alla notte più tenebrosa».

(Edith Stein, La vita come totalità, Città Nuova, Roma 1990, pp. 204-205)



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