venerdì 21 novembre 2008

L'avete fatto a me

23 novembre 2008 – CRISTO RE

Parola da vivere

Ciò che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me (Mt 25,40)

Oggi è la festa di Cristo re dell'universo. Non per attribuirgli un titolo di onore, un premio, un pubblico riconoscimento.
È festa per rivelare la stessa natura di Cristo. Egli è re dell'universo perché in Lui ci siamo tutti, noi siamo diventati Lui. Anche se non lo sappiamo o troviamo più comodo dimenticarcene.
"Qualunque cosa avrete fatto al più piccolo di questi miei fratelli, l'avete fatta a me". Quindi siamo fratelli e abbiamo un unico Padre.
Non basta che Gesù abbia dato la vita sulla croce per noi, amandoci fino alla fine, c'è bisogno che Lui ami ognuno, a partire dai più piccoli come Gesù che è in me e il piccolo sia amato per Gesù che è in lui.
Il giudizio finale sarà l'entrata trionfale di tutti noi con Gesù nella Trinità, biglietto d'entrata sarà solo l'amore che poco a poco ci ha trasportati in Dio: "Avevo fame... avevo sete...".
Incominciamo subito allora a riconoscere Gesù in chiunque ci passa accanto e al di là di ogni vecchia discriminazione tra ricco e povero, colto e ignorante, simpatico e antipatico, vecchio e giovane, bello e brutto; trattiamo ogni prossimo come realmente tratteremmo Gesù.
Qualunque sia poi la nostra posizione sociale non perdiamo le numerose occasioni di fare tanti atti d'amore, soprattutto verso i più bisognosi di cui veniamo giorno per giorno a conoscenza nelle nostre città e nei paesi lontani. E quando ce ne dimentichiamo, ricominciamo subito. Il prossimo da amare non mancherà mai.

Testimonianza di Parola vissuta

Poco tempo fa ho incontrato per strada una signora che conosco, con il suo nipotino di 2 anni e mezzo. Angosciata mi chiede dei soldi per poter arrivare a fine mese. È vedova e l'unico figlio è rimasto senza lavoro. Non ho esitato e, con un "per te Gesù" le ho dato quanto mi aveva chiesto, pensando dentro di me che avrei fatto un po' più di economia per arrivare anch'io a fine mese. Così le ho detto di non pensare a restituirmeli, come lei mi prometteva, ma di tenerli per il bambino.
Nel lasciarli, il bimbo che aveva seguito tutto il nostro discorso, mi guarda con due occhioni mesti e mi dice: "Ciao, grazie". Mi sono sentita scoppiare il cuore dalla commozione.
Dopo una settimana mia figlia viene a casa dal lavoro tutta contenta: le avevano dato dei soldi in più di premio e mi dice: "Mamma, tienili tu". Era esattamente la stessa cifra che avevo dato a quella signora.

(MR.P.)

(da "Camminare insieme" - vedi Testimoniare la Parola)

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